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Una lente notturna per correggere la miopia
È come l'apparecchio per i denti: si mette
prima di coricarsi e al mattino si toglie. «Aggiustando»
la curvatura della cornea
Dedicato ai miopi:
approvate dalla severissima Fda (Food and Drug Administration),
l'ente americano preposto al controllo di cibi e farmaci,
e usate da anni negli Stati Uniti, le lenti a contatto che
modificano la superficie della cornea si stanno diffondendo
anche nel nostro Paese. E correggono il difetto visivo.
«La tecnica su cui si basano queste speciali lenti
si chiama ortocheratologia», spiega il professor Demetrio
Spinelli, primario della Divisione oculistica agli Istituti
Clinici di Perfezionamento di Milano, «In pratica,
le lenti ortocheratologiche rimodellano la curvatura della
cornea». E aggiunge il professor Luigi Lupelli, optometrista
all'Istituto di Scienze optometriche di Roma: «Non
si effettuano "tagli" sulla cornea: sono le lenti
che vengono tagliate su misura, adattandosi alle esigenze
dell'occhio a cui sono destinate». In definitiva,
funzionano con un principio simile a quello degli apparecchi
per la correzione dei denti. Si applicano prima di coricarsi
e si tolgono al mattino, permettendo una visione normale
per tutto il giorno.
Come funzionano.
Rispetto alle normali lenti a contatto rigide, che hanno
forma a cupola e poggiano sulla cornea in maniera uniforme,
quelle ortocheratologiche sono a scodella e aderiscono più
sui bordi corneali. Col tempo, la parte più esterna
della cornea si modifica, diventando più piatta al
centro e ristabilendo una corretta messa a fuoco dell'immagine.
«Le lenti per ortocheratologia correggono la miopia,
non la curano», sottolinea Lupelli. La correzione
che si ottiene è reversibile e richiede l'uso di
lenti notturne di mantenimento che andranno usate sempre.
Le indicazioni. «Le lenti potranno essere
usate solo da chi soffre di miopia leggera, con un massimo
di 4-5 diottrie. Non vi sono limiti d'età»,
continua Lupelli: «si può pure intervenire
sui bimbi di 10-11 anni, nei quali la tecnica non solo corregge
il difetto visivo ma ne rallenta il peggioramento».
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